MECTEX INCONTRA JAKED

 

 

Incontriamo a Erba, nella sede di Mectex, Francesco Fabbrica, il ”papà” di Jaked, Marchio di eccellenza nel settore del nuoto sportivo.

Con una storia davvero speciale…

“Quella di Jaked è una bella storia, che comincia nel 2008, più precisamente il 4 luglio, giorno della sua fondazione.

Jaked in realtà nasce dalle mie esperienze professionali precedenti, nel mondo della tecnologia, come produttore di macchine per termosaldatura, applicazione di nastri a caldo e macchine a ultrasuoni.

Gli inizi di questa attività sono stati soprattutto in ambito calzaturiero; affinando poi la tecnologia delle termosaldatrici, abbiamo iniziato a realizzare termosaldature per l’abbigliamento, e sviluppato tecnologie legate all’impermeabilizzazione. Abbiamo quindi iniziato a lavorare nel mondo delle membrane in poliuretano, e da questo infine l’intuizione di fare un tessuto bielastico a base poliuretanica che si presentasse come una seconda pelle.”

Ma tutto questo cosa c’entra con il nuoto sportivo?

“Io sono sempre stato appassionato di nuoto, e in quegli anni i miei figli nuotavano a livello agonistico, e io facevo il classico papà di due sportivi adolescenti, li portavo agli allenamenti, alle gare la domenica, insomma, cose che fanno tutti i genitori di figli sportivi. 

 

A quel punto ho pensato di provare ad applicare nel mondo del nuoto, allora piuttosto povero di idee innovative, l’intuizione dell’uso del poliuretano nei costumi da competizione.

In piscina a Vigevano abbiamo allora messo in acqua il primo costume full body di poliuretano, pensato e realizzato grazie al mio background professionale, e dopo vari affinamenti siamo arrivati a presentare il J01, il costume dei record, che ha cambiato la storia del nuoto sportivo. Con esso il nuotatore incrementava la propria prestazione grazie al suo strumento di lavoro, il costume.”

Bene, a quel punto uno sconosciuto nel mondo del nuoto (tu) aveva realizzato un prototipo di costume da competizione. Da qui ad arrivare a vestire i campioni….

“Attraverso una serie di passaparola nel mondo del nuoto sportivo, il progetto arrivò alla federazione italiana nuoto, il cui presidente Barelli mi chiama e mi convoca a Roma. Per cui una mattina prendo l’aereo con il mio costume sotto il braccio, e vado a presentarlo.

La federazione voleva conoscere me e il costume, perché ero fuori dal giro noto, nessuno aveva mai sentito parlare di me, che arrivavo dal mondo della termosaldatura, e di un’azienda che ancora non esisteva.  Mi chiesero la possibilità di far provare il costume, e il test andò così bene che si svincolarono immediatamente dal contratto esistente con un altro fornitore, per passare a Jaked prima delle olimpiadi di Pechino.

Con la modellista Nadia Veronese, che da potenziale cliente delle mie macchine, è diventata parte del progetto, con Patrick Cervizzi, l’allenatore dei miei figli, e con Paolo Frattini, operatore delle macchine, in 4 abbiamo rivoluzionato il mondo del nuoto sportivo.

In questo modo ho fondato Jaked, acronimo di Giacomo ed Edoardo, i miei figli nuotatori, che in qualche modo sono stati gli ispiratori primi dell’attività.

Un mese dopo la nascita di Jaked, ad agosto 2008, eravamo in piscina a pechino, vincendo l’oro olimpico e facendo il record del mondo con Federica Pellegrini. E’ in quel momento che è nato il “mito” di Jaked: un’azienda sconosciuta al mondo dell’agonismo era diventata il centro delle richieste di tutti. E’ stata una bomba che in qualche modo mi è scoppiata in mano.”

A questo punto si presentava il problema della crescita aziendale

“Infatti. A quel punto, all’inizio del 2009, vengo contattato dalla proprietà del gruppo Yamamay, interessata a questa piccola realtà aziendale non per assorbirla, ma per inserirla in un sistema più ampio, e attraverso questo alimentarla fino a farla diventare un brand.

Accetto questa offerta, e il Gruppo Yamamay acquista così la maggioranza del pacchetto azionario di Jaked.

A distanza di 8 anni posso dire che il progetto iniziale ha avuto successo. Oggi, il Marchio, anche se continua a essere riconosciuto per il DNA legato nuoto, comincia ad avere una sua dimensione anche in altri sport, fitness, running, underwear, attraverso la sua rete di negozi monobrand e oltre 50 dipendenti diretti.

E nell’acqua oggi manteniamo la terza posizione sul mercato worldwide, dietro a due colossi che hanno ben altre dimensioni rispetto alla nostra.”

Per tornare alle competizioni, dopo il boom di Pechino, la Federazione Mondiale cambia le regole del gioco…

“A fine 2009 la FINA cambia le regole e bandisce l’uso del poliuretano, costringendo i produttori di costumi ad utilizzare solo tessuto.

Quindi Jaked, che non aveva una “storia” precedente, ma che era nata e cresciuta con un monoprodotto, dovette ricominciare da zero.

  E’ così che Mectex entra in gioco nella storia di Jaked, che si trovò in quel momento a dover creare un nuovo costume in tessuto, e per questo si rivolse a chi già era conosciuto nel settore come fornitore di Marchi autorevoli, anche della concorrenza.

La volontà di Jaked, la nostra peculiarità, era allora, continua ad essere, e sempre sarà, quella di avere un prodotto tailor made, specifico ed esclusivo, e Mectex era già conosciuta nell’ambiente per essere produttore di tessuto specifico e customizzato per alcuni fra i più importanti Marchi di moda e sport, ed era riconosciuta per prerogative di innovazione e ricerca, fattori che sembravano fatti apposta per Jaked.

In generale, per le nostre produzioni ancora oggi noi utilizziamo solo prodotti esclusivi, realizzati dai nostri fornitori specificatamente e secondo le nostre indicazioni.

Tra l’altro, essendo Jaked nata con un prodotto rivoluzionario e vincente, i nostri clienti hanno mantenuto l’aspettativa di avere da noi sempre qualcosa di innovativo, fuori dal comune, e naturalmente vincente.”

Prospettive future?

“Nel nuoto competizione, il divieto del full body e del poliuretano, l’obbligo del tessuto e le più limitate dimensioni del costume, hanno diminuito molto l’impatto dell’aspetto tecnico, e questo paradossalmente ci costringe ad investire ancora di più in ricerca e a cercare continuamente idee innovative, attività che ci spingono ad un rapporto di collaborazione sempre più stretta con i nostri fornitori.

A livello aziendale, continueremo nel processo intrapreso con il Gruppo Yamamay di apertura di negozi monobrand, e di progressiva penetrazione nel mercato di altri settori dell’abbigliamento sportivo”